Finale Europei volley femminile su Rai 1: Italia-Turchia alle 18
La finale degli Europei 2026 di volley femminile tra Italia e Turchia si gioca oggi, domenica 6 settembre, alle 18.00 a Istanbul. La Rai promuove l’atto conclusivo del torneo continentale su Rai 1, dopo aver trasmesso su Rai 2 le prime otto gare del cammino azzurro. In palio il titolo europeo e il pass olimpico. Diretta in chiaro anche in streaming su Rai Play.
Il cambio di canale non è un dettaglio di palinsesto qualsiasi. Le prime otto partite della Nazionale sulla seconda rete avevano fatto segnare ascolti costantemente elevati e la spinta del pubblico ha convinto la Rai a spostare la finale sull’ammiraglia. Subito dopo il match spazio al TG1, alla prima puntata della nuova stagione di Affari Tuoi e al film Sei mai stata sulla luna?.
Il percorso azzurro fino alla finale di Istanbul
L’Italia arriva all’appuntamento con la Turchia dopo un torneo senza cadute. Nella fase a gironi di Göteborg le azzurre hanno vinto tutte e cinque le partite: 3-0 a Croazia, Montenegro, Svezia e Slovacchia, 3-1 alla Francia. Trasferimento a Brno per gli ottavi, con un successo netto contro la Bulgaria e il 3-1 sulla Svezia nella stessa sede ceca.
La semifinale di Istanbul contro la Polonia è finita 3-1, con un muro azzurro decisivo nei momenti chiave. Ora la sfida più delicata: la Turchia padrona di casa, davanti a un pubblico che promette di trasformare l’impianto in un catino.
Dove vedere Italia-Turchia in tv e streaming
La finale va in onda in diretta tv su Rai 1, gratis e in chiaro, oltre che su Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport Arena (canale 204) per gli abbonati. In diretta streaming il match è disponibile su Rai Play (gratuito), Sky Go, NOW, DAZN ed Euro Volley Tv. Palla a due alle 18.00 italiane: in Turchia sono un’ora avanti.
L’appuntamento chiude una rassegna in cui la Nazionale di Julio Velasco ha alternato solidità e capacità di reggere gli scambi più lunghi. Il confronto con la Turchia dirà chi sale sul gradino più alto del podio europeo.
Foto: Sander van Ginkel / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)