Musetti fuori agli US Open: malessere e ko con Sweeny in 4 set
Un set giocato bene, poi il buio. Lorenzo Musetti esce al secondo turno degli US Open dopo aver ceduto in quattro parziali all’australiano Dane Sweeny, numero 123 del mondo. Il carrarino, dopo aver vinto il primo set 6-3, ha accusato un malessere improvviso che gli ha svuotato le gambe e gli ha tolto ogni possibilità di rientrare nel match, cedendo poi 1-6, 2-6, 2-6.
Il primo parziale sembrava aver messo il numero uno d’Italia sui binari giusti. Musetti aveva controllato lo scambio, gestito il servizio e chiuso 6-3 senza affanni. Poi qualcosa si è rotto. Dal secondo set in poi il livello del carrarino è precipitato, mentre l’australiano cresceva in fiducia e alzava l’asticella. Tre parziali persi con lo stesso copione, staff medico richiamato in campo, pause tra un game e l’altro: niente ha restituito energia al toscano.
Le parole di Musetti: “Un’odissea, come il film”
In conferenza stampa il tennista non ha nascosto la frustrazione. “Peccato davvero, c’è tantissima amarezza per quanto ho mostrato in campo”, ha spiegato. “Dopo un primo set ben controllato ho avvertito questo calo improvviso di energie che non mi ha permesso praticamente più di giocare. Mi sentivo paralizzato, specialmente nelle gambe”. Il numero uno azzurro ha raccontato di non aver avuto avvisaglie al mattino: il problema è arrivato durante la partita e non è mai passato.
Tra le cause possibili Musetti ha indicato soprattutto lo sbalzo termico tra le aree interne dell’impianto e il caldo esterno di New York. “Il caldo non mi ha aiutato. E poi anche l’aria condizionata qui: penso che la temperatura sia troppo bassa e ci sia troppo contrasto tra l’interno e l’esterno. Quest’anno non abbiamo la possibilità di riscaldarci fisicamente fuori”, ha spiegato, riferendosi a palestra, area fisioterapia e zone giocatori. L’ipotesi del “colpo di sole” il toscano l’ha avanzata con prudenza, promettendo di approfondire con lo staff.
Poi lo sfogo che ha dato il titolo alla giornata. “Onestamente sono stufo di ritirarmi, sono stufo di queste cose. Quest’anno mi sembra veramente un’odissea; visto che è uscito anche il film, sembra il mio 2026. C’è da accettarlo e andare avanti”. Un’annata in cui il carrarino ha già dovuto fare i conti con più di un contrattempo fisico, tanto da aver saltato l’ultimo Slam. A New York la scelta è stata di stringere i denti: “Nell’ultimo Slam ho dovuto ritirarmi e qui non mi sono ritirato per onorare la partita e cercare di vedere se riuscivo a ritrovare un attimo di energia”.
Il paragone con Sinner a Parigi
In conferenza è arrivato anche un riferimento a quanto accaduto a Jannik Sinner a Parigi. “Quando l’abbiamo visto anche con Jannik a Parigi, è stata secondo me una situazione simile: una volta che varchi una soglia, è difficile tornare alla situazione precedente”, ha detto Musetti, prima di ridimensionare il confronto. “Esattamente quello che è successo a Jannik l’ho visto in TV, ma non l’ho vissuto e non ci ho parlato”.
Il carrarino ha riconosciuto i meriti dell’avversario e ha escluso responsabilità della preparazione atletica: “Secondo me non c’entra tanto la preparazione atletica: è più una condizione climatica che è stata così e va accettata”. In campo, ha spiegato, gli interventi possibili sono minimi: “Ghiaccio, cercare di abbassare la temperatura, zuccheri”. Poco altro. Ora Musetti dovrà capire con lo staff medico l’origine del malessere.
Foto: Hameltion / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)