Foto: Wikipedia EN (Paolo Maldini)

Maldini e Leonardo lasciano la FIGC dopo 16 giorni: Mancini in pole

Sedici giorni e via. Paolo Maldini e Leonardo hanno rimesso i rispettivi incarichi in FIGC dopo neanche tre settimane dall’inizio del nuovo corso azzurro. Una rottura che arriva prima ancora che il progetto tecnico prendesse forma e che costringe la Federazione a ricostruire da capo, a partire dal nome del prossimo commissario tecnico.

Il nodo, nelle indiscrezioni delle ultime ore, è la panchina. Il profilo su cui Maldini e Leonardo avevano puntato con maggiore convinzione era quello di Andrea Pirlo, indicato come CT ideale per un ciclo lungo. Le polemiche attorno alla candidatura dell’ex tecnico di Juventus e Sampdoria hanno però spinto la Federazione a rallentare e a fare marcia indietro sulla scelta. Senza la garanzia su Pirlo, il patto iniziale è saltato.

La bocciatura ha incrinato in modo definitivo il rapporto tra i due dirigenti e i vertici federali. Venuta meno la linea concordata al momento dell’insediamento, l’unica strada percorribile è diventata quella dell’uscita immediata dai ruoli di direttore tecnico e advisor. Un addio secco, senza fasi intermedie, che lascia scoperti due dei tasselli chiave dell’organigramma azzurro.

Il ribaltone rimette in cima alla lista Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico, che con l’Italia ha vinto l’Europeo del 2021, è il nome più forte per riprendere in mano la Nazionale. La sua candidatura è sostenuta con convinzione dal presidente federale Giovanni Malagò e in queste ore ha superato la concorrenza interna che fino a poche settimane fa sembrava averlo tagliato fuori.

In parallelo prende quota l’ipotesi Giorgio Chiellini come nuovo direttore tecnico. L’ex capitano azzurro rappresenterebbe una scelta di continuità con il gruppo che ha vinto Wembley e permetterebbe alla Federazione di ripartire da un volto riconoscibile per lo spogliatoio. Si raffredda invece la pista che portava a Thiago Motta, il cui nome era strettamente legato alla permanenza di Maldini e Leonardo.

Sullo sfondo resta Antonio Conte, sostenuto da una parte dei club di Serie A e mai davvero uscito dal discorso quando si parla di panchina azzurra. La sua candidatura dipenderà però dalle scelte di club e dalla volontà del tecnico salentino di lasciare il lavoro quotidiano per un incarico federale.

Ora la palla passa al consiglio federale, chiamato a definire in tempi rapidi la nuova struttura tecnica. La finestra di attesa non può essere lunga: il calendario delle qualificazioni e la necessità di ricomporre lo staff impongono decisioni immediate. Il prossimo passaggio dirà se il ritorno di Mancini è l’esito naturale di questi sedici giorni di caos o se la FIGC sceglierà una terza via.

Foto: Wikipedia (Paolo Maldini) (CC BY-SA)