Foto: Paul Blank / Wikimedia Commons (CC BY 2.5)

Mancini di nuovo CT: dai 37 risultati utili al cantiere Italia

Tre anni dopo l’addio dell’agosto 2023, Roberto Mancini riprende in mano la Nazionale. Il tecnico jesino torna a Coverciano per aprire un secondo capitolo che parte da un punto molto diverso rispetto al 2018: allora c’era una squadra da ricostruire dopo l’eliminazione con la Svezia, oggi c’è una Nazionale che deve ritrovare identità e continuità dopo un altro ciclo interrotto.

Il primo mandato dell’allenatore marchigiano si è chiuso con numeri di peso: 61 partite, 37 vittorie, 15 pareggi e 9 sconfitte. Dentro ci sono il picco più alto della storia recente azzurra e la delusione più dura, quella della mancata qualificazione al Mondiale in Qatar.

Il momento simbolo resta la notte di Wembley. Euro 2020, disputato nel 2021 per lo slittamento legato al Covid, vide l’Italia superare Turchia, Svizzera, Galles, Austria, Belgio e Spagna prima di piegare l’Inghilterra ai rigori nella finale di Londra. In quella serata la formazione titolare comprendeva Donnarumma tra i pali, la linea difensiva con Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini ed Emerson, il centrocampo affidato a Barella, Jorginho e Verratti, il tridente offensivo con Chiesa, Immobile e Insigne.

A quel trionfo si legò un altro numero: 37 risultati utili consecutivi, striscia record superata soltanto dalla Spagna nel corso dell’ultimo Mondiale, poi vinto dalle Furie Rosse. Per mesi gli azzurri sono stati il riferimento tecnico del continente.

Poi la frenata. La sconfitta con la Macedonia del Nord chiuse la porta del Mondiale 2022 e cambiò il tono dell’intero percorso. Mancini restò in panchina un’altra stagione, con l’obiettivo di aprire un ricambio generazionale che portò all’esordio di diversi giovani. L’ultima partita del primo ciclo fu il 3-2 ai Paesi Bassi del 18 giugno 2023, valido per il terzo posto in Nations League, con in campo tra gli altri Donnarumma, Acerbi, Buongiorno, Dimarco, Frattesi, Verratti, Gnonto, Retegui e Raspadori.

Nel corso del primo mandato il tecnico ha convocato complessivamente 105 giocatori, utilizzandone 91 e facendone debuttare 57. Un lavoro di osservazione e di allargamento della rosa che ora diventa la base di partenza per la seconda avventura sulla panchina azzurra.

Il compito è delicato. La Nazionale che Mancini eredita deve ricostruire fiducia dopo un percorso di risultati altalenanti e una generazione ancora in via di definizione. Servirà scegliere in fretta un blocco titolare, dare continuità agli under 23 emersi in Serie A nell’ultima stagione e sistemare il reparto offensivo, tallone d’Achille dell’Italia. Le prime convocazioni e la prima uscita ufficiale diranno da dove riparte l’Italia.

Foto: Paul Blank / Wikimedia Commons (CC BY 2.5)