Foto: SounderBruce / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

USA-Bosnia 2-0: Balogun e Tillman spediscono Team USA agli ottavi

Bastano la firma di Folarin Balogun e la punizione di Malik Tillman per spedire gli Stati Uniti agli ottavi del proprio Mondiale. Al Levi’s Stadium di Santa Clara la nazionale a stelle e strisce piega 2-0 la Bosnia ed Erzegovina e si guadagna il diritto di continuare a sognare davanti al pubblico di casa. Vittoria pesante, macchiata dall’espulsione dello stesso Balogun a un’ora dal via: il centravanti salterà la sfida con il Belgio.

Balogun apre e chiude la sua partita

Il primo tempo scorre a ritmi controllati, con gli statunitensi che gestiscono il pallino del gioco senza affondare troppo. La svolta arriva a ridosso dell’intervallo: un’incertezza in disimpegno di Muharemovic lascia campo libero al centravanti del Monaco, che si avventa sul pallone e firma l’1-0. Poco prima Balogun aveva già colpito una traversa, confermandosi il riferimento più concreto dell’attacco a stelle e strisce.

Il copione cambia al 64′. Ancora Balogun protagonista, questa volta in negativo: pestone fortuito ma giudicato pericoloso sulla caviglia di Muharemovic, per l’arbitro non c’è dubbio. Rosso diretto e ottavo di finale già saltato per squalifica. Guaio doppio per gli Stati Uniti, costretti a chiudere la gara in dieci e a riorganizzarsi in vista del Belgio senza la loro punta più prolifica.

La reazione bosniaca si spegne, Tillman chiude i conti

L’inferiorità numerica non spezza le linee di McKennie e compagni. Gli spazi che la Bosnia concede provando a spingere diventano una trappola. Christian Pulisic trova anche la via del gol in contropiede, ma la bandierina del guardalinee cancella tutto per fuorigioco. Il raddoppio arriva all’82’: punizione dai venticinque metri, Tillman calcia con precisione chirurgica e chiude la contesa sul 2-0.

Nel finale la selezione balcanica prova a riaprirla con l’orgoglio dei veterani, ma non trova varchi credibili. Il triplice fischio certifica un’eliminazione amara e mette la parola fine anche a un’era: Edin Dzeko, uscito per infortunio a inizio ripresa, ha vestito per l’ultima volta la maglia della nazionale a 40 anni. Addio senza il finale sperato, dopo la carriera che aveva già portato la Bosnia al Mondiale nel 2014.

Ora il Belgio, con un occhio ai precedenti

Il tabellone consegna agli statunitensi una sfida tutt’altro che semplice: tra quattro giorni l’ottavo con il Belgio, arrivato a questo turno dopo aver ribaltato il Senegal. Sulla carta un incrocio equilibrato, con i padroni di casa chiamati a riorganizzare l’attacco senza Balogun. L’obiettivo dichiarato resta almeno eguagliare l’edizione di Corea e Giappone 2002, quando gli Stati Uniti si fermarono ai quarti contro la Germania. Il miglior piazzamento della loro storia mondiale resta il terzo posto dell’edizione inaugurale del 1930 in Uruguay.

Il calendario stringe e il pubblico di casa continuerà a spingere. Contro la Bosnia gli statunitensi hanno mostrato carattere anche in dieci, ma la posta ora si alza.

Foto: SounderBruce / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)