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Quindici parate di Room: il Curaçao ferma l’Ecuador sullo 0-0

A Kansas City il Curaçao scrive una delle pagine più sorprendenti dei Mondiali 2026. La nazionale caraibica di Dick Advocaat blocca sullo 0-0 l’Ecuador nella seconda giornata del Girone E e mette in cascina il primo punto della propria storia iridata. Resistenza costruita sull’ordine difensivo e sulla serata enorme del portiere Room, che con la sua prova entra nei libri di statistica del torneo.

Quindici parate di Room: seconda miglior prestazione di sempre ai Mondiali

Il numero chiave è quello delle parate: 15. Tante ne ha collezionate Room per tenere a galla i suoi, blindando una porta che l’Ecuador ha bersagliato per larghi tratti senza mai trovare il varco decisivo. È la seconda miglior prestazione di sempre in una singola gara dei Mondiali, dato che fotografa sia la mole di lavoro del portiere sia la pressione costante della Tri.

L’Ecuador ha tenuto il pallino del gioco e ha alzato il ritmo nella ripresa per forzare il blocco caraibico, ma si è scontrato con un muro che non si è mai sgretolato. Il piano di Advocaat, densità tra le linee e ripartenze gestite, ha retto fino al triplice fischio.

Lo Stato più piccolo nella storia dei Mondiali fa festa

Il punto vale doppio per quello che porta con sé. Il Curaçao, con circa 150mila abitanti, è il Paese più piccolo che abbia mai partecipato a una Coppa del Mondo. Una qualificazione già storica, trasformata ora in qualcosa di più concreto grazie a un risultato che pesa anche in ottica classifica del Girone E.

Al fischio finale la squadra ha festeggiato in campo tra balli e canti, prolungando la festa nazionale già scattata a migliaia di chilometri di distanza. Un’immagine che cancella di colpo le scorie dei sette gol incassati dalla Germania nel match d’esordio, serata complicata che ora sembra lontana.

Cosa cambia ora nel Girone E

Lo 0-0 ridisegna gli equilibri del raggruppamento. L’Ecuador rallenta la corsa verso gli ottavi e dovrà gestire con attenzione l’ultima giornata, mentre il Curaçao si presenta al turno conclusivo con un punto pesantissimo in saccoccia e con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque, almeno sul piano dell’organizzazione difensiva.

Advocaat ha ora una base concreta su cui costruire l’ultimo atto della fase a gironi. Servirà la stessa intensità mostrata a Kansas City, con qualcosa in più sul fronte offensivo, per provare a giocarsi fino in fondo la qualificazione agli ottavi.

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