Cinque ko in nove gare: il Napoli non partiva così male dal 2001
Il Napoli esce sconfitto dal campo del Venezia e si porta dietro un dato che pesa più del singolo risultato: cinque sconfitte nelle prime nove partite stagionali. Per ritrovare un avvio simile bisogna tornare al 2001, quando gli azzurri giocavano in Serie B con Gigi De Canio in panchina, Magoni capitano e in rosa giocatori come Baccin, Moriero, Stellone e Rastelli. Quella partenza fu complicata sia in Coppa Italia, con due ko in tre gare contro Siena e Palermo, sia in campionato, con tre sconfitte nelle prime sei contro Ancona, Modena ed Empoli.
All’epoca Aurelio De Laurentiis non era ancora entrato nel calcio: avrebbe rilevato il club in tribunale solo tre anni più tardi, con un investimento da 37 milioni. Nella sua gestione ultraventennale un inizio di stagione così negativo non si era mai visto, nemmeno nelle annate in cui il presidente cambiò allenatore in corsa, come con Ventura, Donadoni, Garcia e Ancelotti.
Il gioco è il primo nodo da sciogliere
La prestazione in Laguna fotografa un Napoli che delude sotto ogni aspetto, con Massimiliano Allegri che non trova il bandolo della matassa. L’illusione di una svolta arrivata con il successo sul Frosinone si è spenta in fretta, prima in Champions League e poi a Venezia. Un cambio di assetto difensivo non basta: gli azzurri non danno mai la sensazione di avere la supremazia sull’avversario e si limitano a un possesso fine a se stesso. Aggrediscono poco, sono lenti e prevedibili, e trovano raramente sbocchi nelle difese avversarie.
La fatica davanti e il peso del mercato
Il secondo nodo la squadra se lo porta dietro da tempo: il Napoli non segna. Gira attorno all’area, ma alla porta avversaria non ci arriva. Hojlund non ha ancora trovato la sua dimensione definitiva, Lucca è un lontano parente di quello visto a Udine. Gli unici in grado di creare scompiglio restano gli esterni, ma Lang, Politano, Neres e Alisson hanno avuto, chi per un motivo e chi per un altro, problemi a ripetizione. E a Venezia è arrivata l’ennesima tegola: il Napoli perde anche Neres.
Nemmeno il mercato ha aiutato l’allenatore, e un intervento a gennaio rischia di arrivare troppo tardi rispetto all’emergenza di adesso. Gli undici gol realizzati e gli undici incassati raccontano una squadra vulnerabile dietro e poco incisiva davanti, con almeno cinque questioni da affrontare in tempi rapidi per non sprofondare ancora. Il prossimo impegno interno contro il Bodo diventa il primo banco di prova per capire se qualcosa può cambiare.
Foto: Tarkus42 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)