Foto: George Zografidis / Pexels

Roma-Inter 2-2, Koné e Lautaro dividono l’Olimpico

Finisce in parità tra Roma e Inter, in una partita che ha spaccato in due il campionato e restituito due squadre con credenziali diverse ma paragonabili nella corsa al vertice. I giallorossi hanno dominato i primi venticinque minuti con un’intensità che ha costretto i nerazzurri ad allungarsi e a rincorrere. L’Inter ha risposto nella ripresa, sfruttando il calo atletico degli avversari e rientrando in campo con un altro passo. Il pareggio finale premia entrambe e lascia aperto ogni discorso sui rapporti di forza in Serie A.

Il primo tempo è stato tutto della squadra di Gasperini. La Roma ha aggredito alta, ha vinto i duelli individuali e ha trovato il raddoppio con Koné, dominatore assoluto del centrocampo per volume di gioco e qualità delle giocate. Attorno a lui sono cresciuti Cristante e Balerdi, quest’ultimo decisivo finché è rimasto in campo. Brillante per almeno un’ora anche Dybala, segno di una condizione fisica che comincia a dare risposte diverse rispetto al passato.

La svolta con l’uscita di Koné

Il momento chiave arriva sul 2-1, con la sostituzione di Koné. Da quell’istante l’inerzia cambia direzione e l’Inter prende in mano il pallino. I nerazzurri hanno meritato il pari e in alcuni frangenti avrebbero potuto ribaltarla, complice una Roma calata fisicamente e meno efficace nella gestione delle transizioni. Thuram ha offerto la sua versione migliore di questo avvio di stagione, mentre Lautaro ha confermato una continuità realizzativa che lo rende ancora una volta l’uomo di riferimento del reparto offensivo.

Fragilità speculari

Le due squadre hanno mostrato punti deboli quasi complementari. L’Inter fatica quando non è costretta a rincorrere dopo un doppio svantaggio: sembra aver bisogno del contraccolpo emotivo per esprimere il massimo. La Roma tende invece a smarrirsi se subisce gli avversari nei primissimi minuti della ripresa, un dettaglio che si è riproposto anche in questa occasione. Non un problema di approccio, categoria abusata e poco utile, ma di errori individuali che nei big match pesano il doppio.

La partita ha confermato che nei primi dodici-tredici uomini la Roma ha una struttura importante; la variabile resta la gestione delle rotazioni con la Champions alle porte e la profondità della rosa nelle seconde linee. Per l’Inter il segnale è quello di una squadra viva, capace di reagire anche in trasferta contro un avversario diretto.

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