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Spalletti sotto pressione: la Juve tra NEC e Atalanta, torna Conte

Il primo ko in campionato ha riacceso il dibattito su Luciano Spalletti. La panchina della Juventus, che dopo il rinnovo firmato lo scorso 10 aprile sembrava assegnata a lungo termine, torna al centro delle discussioni tra tifosi e ambiente bianconero. Sullo sfondo riappare il nome di Antonio Conte, oggi libero da vincoli e già finito nella lista della dirigenza torinese un anno fa, prima del clamoroso dietrofront legato all’attesa mai concretizzatasi di un incontro con Aurelio De Laurentiis.

La sconfitta impone riflessioni al club, alla proprietà e all’allenatore toscano. La luna di miele con la piazza è finita, più lunga del previsto ma con un bottino magro. Il paragone con la gestione precedente pesa: il tandem Thiago Motta-Tudor aveva prodotto momenti diversi, anche se entrambi i tecnici sono finiti travolti dalle circostanze. L’italo-brasiliano era caduto in disgrazia dopo l’eliminazione in Champions a febbraio e i sette gol incassati, senza replica, tra Fiorentina e Atalanta. Il croato era stato prolungato in corsa come traghettatore, in attesa di un progetto vero.

Le prossime due partite come banco di prova

Ora tocca a Spalletti invertire la rotta. Le sfide contro il NEC e contro l’Atalanta diventano il primo vero snodo della sua Juventus: due gare ravvicinate che pesano più dei tre punti in palio, perché misureranno la reazione della squadra e la tenuta di un progetto ancora senza identità. Il confronto con i bergamaschi, che nella scorsa stagione avevano già colpito i bianconeri in Coppa Italia, è un terreno pesante per chi arriva da una sconfitta appena metabolizzata.

Il tecnico, reduce da una parentesi complicata con la nazionale, ha alternato momenti discreti a passi falsi importanti. L’eliminazione in Champions contro il Galatasaray, l’uscita dalla Coppa Italia contro l’Atalanta a febbraio e il ko interno con una Fiorentina già salva alla penultima di campionato hanno lasciato ferite non ancora rimarginate. La qualificazione al quarto posto, arrivata comunque senza penalizzazioni per la prima volta dal 2011-12, è stata in parte frutto degli incastri del calendario più che di una progressione lineare.

Il fattore Conte e le pressioni dell’ambiente

La suggestione Conte lavora ai fianchi. Il popolo bianconero spinge sui social, la piazza rumoreggia e il nome dell’allenatore leccese, oggi senza squadra, resta una costante nelle discussioni intorno alla panchina della Juventus. Un anno fa il matrimonio saltò per un’attesa che non portò a nulla, con il tecnico rimasto poi al Napoli. Le condizioni sono cambiate, ma la tentazione, dentro e fuori dal club, non è mai stata davvero accantonata.

Spalletti sa che i prossimi novanta minuti contro il NEC e la successiva sfida con l’Atalanta sono il momento per prendersi la Juventus. Un doppio risultato positivo spegnerebbe le voci e ricompatterebbe l’ambiente. Altrimenti il rumore di fondo crescerà.

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