Un set e poi il buio: Musetti si arrende a Jodar nei quarti di Washington
Musetti guida per un set, poi si spegne. A Washington il tennista toscano parte forte, travolge Rafael Jodar nel parziale d’apertura e sembra avere la partita in mano, ma dal secondo set lo spagnolo cambia marcia e ribalta l’inerzia. Al Rock Creek Park finisce 1-6 6-1 6-4 per il numero 24 del mondo, che conquista la semifinale dopo 2 ore e 1 minuto di gioco.
Il primo set è a senso unico. Il numero 15 ATP martella da fondo campo, trova con continuità il rovescio di Jodar e nel quarto game si procura ben sette palle break prima di sfruttare quella buona. Da lì in avanti l’azzurro cancella tre chance di contro-break, strappa di nuovo il servizio a zero e chiude 6-1 con la sensazione di avere in pugno la sfida.
Il ribaltone parte nel secondo parziale, quando la percentuale di prime del toscano crolla e Jodar alza l’aggressività in risposta. Lo spagnolo prende metri sulla riga di fondo, comanda gli scambi e riequilibra il conto dei set con lo stesso 6-1 di poco prima. Un ribaltone che pesa sul piano psicologico prima ancora che su quello tecnico.
Nel set decisivo il numero 24 del ranking sfrutta il primo passaggio a vuoto dell’azzurro: sullo 0-40 in apertura del quinto game arriva il break che spezza l’equilibrio. Jodar difende il vantaggio senza tentennamenti, il servizio del toscano non produce più punti gratuiti e il decimo gioco vale il 6-4 finale, con lo spagnolo che chiude in scioltezza al servizio.
Le statistiche pesano più del punteggio. Musetti chiude con appena il 44% di prime in campo contro il 65% dell’avversario e mette a referto sei doppi falli, il triplo dei tre commessi da Jodar. Con questi numeri al servizio, contro un avversario che risponde con continuità e anticipa i colpi, restare in controllo dello scambio è quasi impossibile.
Un segnale positivo, comunque, c’è. Il tennista toscano si presentava sul cemento della capitale statunitense con parecchi interrogativi legati al lungo stop per l’infortunio al retto femorale: arrivare ai quarti è un tassello nel percorso di recupero della miglior condizione. Ora testa alla trasferta canadese: al Masters 1000 di Montreal servirà ritrovare la battuta e ridurre gli sbalzi di rendimento visti a Washington.
Foto: Wikipedia (Lorenzo Musetti) (CC BY-SA)