ADUO F1, Red Bull-Ford è il riferimento: Ferrari oltre il 4%
Le prime decisioni della FIA sull’ADUO, il meccanismo di parificazione delle prestazioni introdotto con il nuovo ciclo regolamentare, ridisegnano la mappa delle Power Unit della Formula 1. Dopo i primi cinque Gran Premi del 2026, la Federazione avrebbe stilato la graduatoria delle unità ICE, il motore a combustione interna, e il verdetto sorprende: davanti a tutti c’è la coppia Red Bull-Ford, mentre la Ferrari si ritrova oltre il 4% di ritardo dal riferimento. Una graduatoria che peserà sulla stagione in corso e sulla programmazione del 2027.
Red Bull-Ford diventa il riferimento, Mercedes prende il 2%
Il dato che cambia gli equilibri arriva da Milton Keynes. Red Bull Powertrains, al primo anno di vita con il supporto industriale di Ford, sarebbe stata indicata come la migliore ICE del lotto. Una promozione pesante per il reparto motoristico voluto da Christian Horner e dal colosso americano, arrivata subito dopo il problema tecnico che ha tradito Max Verstappen a Montecarlo.
Il rovescio della medaglia è regolamentare: chi sta in cima alla graduatoria non può intervenire sulla Power Unit, salvo modifiche alla componente ibrida in chiave 2027. Vietato, in sostanza, alzare ancora l’asticella sul motore a combustione. Diverso il discorso per Mercedes, considerata alla vigilia il vero metro di paragone della categoria. La casa di Brackley avrebbe ottenuto concessioni ADUO pari al 2%, margine sufficiente per rivedere l’omologazione sia per la seconda parte del 2026 sia per il 2027. Toto Wolff potrà così affinare il progetto senza azzerare il lavoro fatto finora.
Ferrari oltre il 4%: una zavorra che diventa anche risorsa
A Maranello la fotografia è meno lusinghiera. La Ferrari sarebbe stata collocata oltre la soglia del 4% di ritardo rispetto al riferimento Red Bull-Ford. Sul piano della prestazione pura il divario è serio, lontano dalle aspettative con cui la Scuderia aveva affrontato il debutto del nuovo ciclo tecnico.
La lettura in chiave sviluppo ribalta in parte la prospettiva. Le concessioni previste dall’ADUO permetteranno alla Ferrari di lavorare con più ore al banco prova, tetto di spesa più alto rispetto al limite imposto e due omologazioni concesse per il 2027 invece di una. Risorse preziose per intervenire sulle due specifiche già messe in calendario nel corso del 2026 e per ridisegnare la Power Unit della prossima stagione. Un margine ampio, da sfruttare.
Honda in fondo, Audi al debutto nel mezzo
La situazione più complicata sarebbe quella di Honda, finita nella fascia tra il 6% e l’8% di gap dal riferimento. Un quadro pesante, mitigato dai bonus più ampi che il regolamento riserva ai costruttori in difficoltà per recuperare in fretta. Una rete di sicurezza che il marchio giapponese, oggi in coppia con Aston Martin, dovrà sfruttare fino in fondo per non restare staccato.
Dietro la Ferrari si piazzerebbe l’Audi, al debutto con la propria Power Unit nel progetto che ha rilevato la struttura Sauber. I tedeschi rientrerebbero nella fascia tra il 4% e il 6% di ritardo, dato fisiologico per chi affronta la prima stagione da costruttore motori in F1. Il calendario del Mondiale entra ora nel cuore dell’estate europea: a Barcellona e Silverstone si capirà se la nuova gerarchia ADUO troverà conferma in pista o se gli sviluppi consentiti dalle concessioni inizieranno già a rimescolare le carte.
Foto: Sportface