Allegri deve gestire la crisi del Milan
Massimiliano Allegri sceglie ancora una volta la linea della calma. Nel momento più delicato della stagione del Milan, l’allenatore rossonero evita processi e tensioni interne, convinto che la serenità sia l’unica strada per provare a salvare il finale di campionato. Nessuna rivoluzione a Milanello, nessuna presa di posizione pubblica contro la squadra: l’obiettivo è restare lucidi nelle ultime tre partite contro Atalanta, Genoa e Cagliari e conquistare una qualificazione in Champions League diventata fondamentale per il futuro del club.

Allegri deve gestire la crisi del Milan
Fuori dal centro sportivo, però, il clima attorno al Milan è tutt’altro che tranquillo. La crisi rossonera è ormai evidente e i risultati delle ultime settimane raccontano una squadra in forte difficoltà. Il pesante ko contro l’Udinese, i soli quattro punti raccolti tra Verona e Juventus senza segnali concreti di crescita, fino alla clamorosa sconfitta contro il Sassuolo: troppo per non far scattare l’allarme tra tifosi e società.
A preoccupare il mondo Milan è soprattutto il crollo offensivo. Gli attaccanti rossoneri non segnano dall’inizio di marzo, quando Rafael Leao trovò la rete contro la Cremonese. Un dato pesantissimo per una squadra che punta ai vertici del calcio italiano ed europeo. E il problema non riguarda soltanto i numeri: il rendimento complessivo del reparto offensivo è considerato lontano dagli standard storici del club.
Ma la crisi del Milan non si limita al campo. Anche all’interno della società emergono tensioni e visioni differenti sul futuro rossonero. Da una parte l’amministratore delegato Giorgio Furlani, dall’altra il direttore sportivo Igli Tare, protagonisti di un rapporto che appare sempre più distante. A far discutere anche il like dello stesso Tare sotto un post critico nei confronti suoi e di Gerry Cardinale, gesto che ha alimentato ulteriormente i dubbi sull’unità d’intenti all’interno del club.
Il finale di stagione diventa quindi decisivo sotto ogni aspetto. La qualificazione alla prossima Champions League potrebbe cambiare il giudizio sull’annata e rinviare molte discussioni interne. In caso contrario, il Milan rischia di trovarsi davanti a una vera rivoluzione tecnica e societaria.