Rigore non dato e doppio giallo: la moviola di Shakhtar-Inter
Il successo dell’Inter sullo Shakhtar in Champions League si porta dietro una coda polemica sul direttore di gara. Harm Osmers, 41 anni, era alla seconda apparizione nella competizione più importante d’Europa: in carriera continentale conta 13 gare in Europa League e 6 in Conference League, un bagaglio che in campo si è visto poco. Per il fischietto tedesco era il terzo incrocio con formazioni italiane: nei due precedenti, entrambi con l’Under 21 azzurra, la squadra italiana era rimasta imbattuta con una vittoria e un pareggio.
L’episodio da rigore nel primo tempo
Il momento chiave arriva nella fase iniziale della partita, su un colpo di testa di Alisson. Davanti al pallone c’è Ocheretko, che spinge Bastoni e nel farlo stacca le braccia dal corpo, finendo in una posizione innaturale. La sfera lo colpisce sulla destra. L’impatto si può considerare inaspettato, ma la collocazione degli arti resta difficilmente difendibile: il rigore per i nerazzurri andava concesso.
Diverso il discorso sull’altro contatto sospetto. Sul colpo di testa di Akanji il pallone finisce sul braccio destro di Marlon Gomes, ma l’arto resta dentro la figura del giocatore: lì la scelta di non assegnare il rigore è corretta. Sul fronte disciplinare resta invece il mancato giallo a Nazaryna, uno dei segnali di una gestione dei cartellini mai del tutto convincente.
I due gialli a Bastoni e l’Inter in dieci
Il capitolo più delicato riguarda l’espulsione del difensore azzurro. Il secondo giallo è un’ingenuità pesante di Bastoni: già ammonito, mette le mani in faccia a Ocheretko, sempre lui, per allontanarlo. Un gesto che non lascia margini di discussione e che costringe i nerazzurri a chiudere in dieci.
Il problema è il primo cartellino, decisamente fiscale: nella discussione con Elias a pagare è soltanto il centrale dell’Inter. È da lì che nasce la catena di eventi che porta all’espulsione. Alla sala VAR resta il rilievo di una certa ritrosia nel ricorrere all’on field review.
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