Foto: The White House derivative work: Kacir / Wikimedia Commons (Public domain)

Il più forte sull’erba divide: Becker non segue Mouratoglou su Sinner

Non serve scendere in campo per restare al centro della scena. Jannik Sinner sta lavorando al recupero dall’infortunio al ginocchio destro che lo ha costretto a chiudere anzitempo la stagione, eppure il suo nome continua a dividere gli addetti ai lavori. L’ultimo caso nasce da un botta e risposta tra Patrick Mouratoglou e Boris Becker, scivolato in fretta dal tema di partenza alle gerarchie di Wimbledon.

All’origine c’è una riflessione del tecnico francese sul più grande giocatore di sempre sull’erba londinese. Per il passato la scelta è caduta su Roger Federer, con il riconoscimento a Novak Djokovic di essersi avvicinato ai livelli dello svizzero. Sul presente nessuna esitazione: il riferimento è il tennista altoatesino.

“Scelgo Jannik, penso che sia stato il più dominante su questa superficie negli ultimi tre anni”

Un giudizio secco, che premia la capacità dell’azzurro di adattarsi a una superficie storicamente insidiosa e di tenere un tennis efficace anche quando le condizioni si complicano. Ed è proprio qui che il confronto si è acceso.

La replica di Becker, tre volte vincitore a Wimbledon, è arrivata diretta: “Sono molto sorpreso dalle sue scelte…”. Poi la stoccata al collega: “La maggior parte degli esperti di tennis non sarebbe d’accordo con te”. Nessuna controproposta esplicita, ma un messaggio chiaro: la lettura del francese resta minoritaria tra gli addetti ai lavori.

Il quadro racconta una fase particolare del circuito. Con l’azzurro fermo ai box per il ginocchio, il dibattito su gerarchie e valori assoluti si sposta dalle classifiche alle valutazioni tecniche. Due voci di peso, due letture opposte, nessun verdetto. Quello arriverà dal campo.

Foto: The White House derivative work: Kacir / Wikimedia Commons