Verstappen a muro in Austria: cede l’ala posteriore della RB22
Lo schianto di Max Verstappen alla curva 9 del Red Bull Ring non è figlio di un eccesso di pilota. Le qualifiche del Gran Premio d’Austria si sono trasformate in un caso tecnico per la Red Bull, che ha ammesso pubblicamente la propria responsabilità: l’ala posteriore della RB22 non si chiudeva come doveva, e nel punto più delicato del giro l’olandese si è ritrovato con una vettura che la curva, semplicemente, non la faceva.
La dinamica della curva 9
La sequenza è quella di un pilota in piena fiducia. Verstappen aveva firmato il record nel secondo settore, il pubblico di casa Red Bull aveva iniziato a sognare una prima fila inattesa e il quattro volte campione del mondo era tornato in modalità aggressiva sull’ultimo tentativo del Q3. Tutto si è rotto nel terzo settore, da sempre il punto debole della RB22 sulle curve di casa della scuderia austriaca.
All’esterno della curva 9 la monoposto ha perso carico al posteriore in modo improvviso, finendo contro le barriere. Una dinamica anomala, da cedimento aerodinamico e non da errore di guida: l’ala posteriore mobile non si stava richiudendo correttamente in frenata, lasciando l’olandese senza il supporto necessario per affrontare la curva.
L’ammissione di Red Bull e il legame con gli aggiornamenti
Il team principal Laurent Mekies non ha provato a girare attorno alla questione. La priorità dichiarata è stata la condizione fisica del pilota, che sta bene, ma la scuderia di Milton Keynes si è assunta in modo esplicito la piena responsabilità dell’accaduto, presentando le scuse al proprio numero uno. Il primo tentativo in Q3 era stato eccellente e il giro decisivo procedeva su ritmi molto alti, fino al cedimento all’altezza della staccata.
Anche Isack Hadjar, compagno di squadra del campione del mondo, ha collegato il guasto al corposo pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla RB22 proprio nel weekend di casa. Un sospetto che la squadra non ha smentito e che racconta la difficoltà di gestire una vettura ancora in fase di taratura.
Un weekend in equilibrio precario sin dal giovedì
Il fine settimana austriaco della Red Bull si era vissuto interamente sul filo. I meccanici hanno lavorato fino a pochi minuti dall’inizio di ogni sessione per assemblare e mettere a punto il nuovo pacchetto su entrambe le monoposto. Un’operazione complessa, che non si esaurisce con il montaggio dei componenti: serve tempo per trovare la finestra operativa giusta e capire come spremere il potenziale dei nuovi pezzi.
Anche la gestione delle gomme ha pesato. In Q2 Verstappen era passato alla fase decisiva per appena 40 millesimi su Pierre Gasly, usando un solo set di soft. Una scelta dichiaratamente rischiosa, motivata dalla volontà di arrivare alla domenica con più opzioni strategiche, vista la disponibilità ridotta a tre set di gomme rosse nuove.
Cosa aspettarsi in gara
Il bilancio sportivo è duro: Verstappen partirà fuori dalle prime file in una pista dove la Red Bull aveva pianificato un weekend di rilancio. Il dato tecnico, però, lascia un margine di lettura meno negativo. Il passo mostrato prima dell’incidente conferma che gli aggiornamenti portati in Austria hanno alzato il livello della RB22, e la squadra considera il miglioramento di ritmo un primo segnale concreto di progresso. La risposta arriverà in gara, sulla distanza e in mezzo al traffico.
Foto: Liauzh / Wikimedia Commons