Foto: Md Jawadur Rahman / Pexels

Sei vittorie su sette: la Lazio vince 3-0 allo Stadium

La Lazio espugna lo Stadium e vola in testa alla Serie A insieme all’Inter campione d’Italia. Alla settima giornata i biancocelesti hanno messo insieme sei vittorie, un passo che nessun allenatore nella storia del club aveva mai tenuto. Sono andati a segno Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru, mentre i bianconeri sono usciti dal campo tra i fischi del proprio pubblico, con Luciano Spalletti costretto a seguire la gara dalla tribuna.

Non succedeva da nove anni che la squadra biancoceleste vincesse a Torino: l’ultimo precedente risale all’ottobre 2017, doppietta di Immobile e Simone Inzaghi in panchina. Stavolta la firma è di Gennaro Gattuso, che ha preparato la partita nei dettagli e ha visto i suoi uomini eseguirla senza sbavature.

Pressing con giudizio e i due danesi decisivi

La chiave è stata la gestione del pressing, mai disordinato e sempre con riferimenti a tutto campo. Taylor ha travolto Douglas Luiz, cancellando la principale fonte di gioco bianconera, mentre la scelta di Sutalo al posto di Doekhi ha ridotto la differenza di velocità con Kolo Muani. Dopo mezz’ora di studio è arrivato il colpo: Isaksen prima ha incrociato di testa trovando il palo opposto, poi ha provato una sassata di sinistro; sugli sviluppi del corner successivo il cross velenoso di Zaccagni ha trovato Provstgaard, saltato tra Bremer e Lucumi per toccare in rete.

Il resto del primo tempo è stato un monologo: Belahyane si è disteso, Frattesi e Noslin hanno cucito il gioco, Tavares ha scheggiato la traversa. Nella ripresa, sotto la pressione bianconera, la squadra non si è disunita. Appoggio di Noslin, cambio di gioco di Tavares, Celik evaporato sulla fascia: Isaksen ha puntato, preso la mira e fulminato Vicario. Poi la fuga di Dele-Bashiru per il tris.

La Juve non tira in porta: crisi vera

Dall’altra parte il quadro è pesante. Secondo ko in campionato, nemmeno un vero tiro nello specchio, un centrocampo che non esiste. Spalletti aveva scelto il 4-4-2 alternando McKennie e Nico sulla fascia per controllare Tavares e dare appoggio a Kolo Muani: bagliori solo nei primi minuti, un tap-in fuori misura dell’argentino e un gol annullato per fuorigioco al francese. Douglas Luiz braccato, Sarr impreciso, Locatelli allo Stadium con le stampelle, Yildiz e Thuram fuori.

Nell’intervallo sono arrivate le due punte tanto reclamate: fuori Alajbegovic, dentro il centravanti tedesco. Dieci minuti dopo la coppia ha costruito l’unica vera occasione, con Kolo Muani che ha servito l’assist e il compagno che ha fallito un rigore in movimento. Poi ancora il francese per Nico, angolato troppo. Il punto resta quello: il 4-2-3-1 con Kolo Muani punta centrale non funziona, l’attaccante rende quando può scattare defilato a sinistra e giocare fuori dall’area. Sbagliato il ruolo, non l’acquisto.

Una sola attenuante per i bianconeri: nel blocco dei titolari, prestiti di rientro compresi, c’erano otto nuovi acquisti su undici. Dentro anche Conceicao e Zhegrova nel finale, ma senza effetto. Mentre lo Stadium fischiava, la Lazio si godeva il primo posto. Ora la classifica dice Inter e biancocelesti davanti a tutti.

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