Foto: Axion23 / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Ferrari, Herbert difende la parità tra Hamilton e Leclerc

Il tema delle gerarchie interne a Maranello ha attraversato tutta la seconda parte di stagione. Con Andrea Kimi Antonelli lanciato nella corsa al Mondiale Piloti, in molti si sono chiesti se la Ferrari non avrebbe dovuto sacrificare la parità di trattamento per puntare tutto su Lewis Hamilton, il sette volte iridato, unica possibile alternativa credibile al giovane pilota. La Scuderia ha scelto di non intervenire, lasciando i due alfieri liberi di correre alla pari.

Il tempo ha però superato il dibattito. Le ultime quattro gare hanno visto la monoposto di Hamilton restare fuori dal podio, con l’aggravante del ritiro a Madrid. Il conto, per il britannico, è pesantissimo: -101 punti da Antonelli.

Sul tema è intervenuto anche Johnny Herbert, per cui la convivenza tra due piloti di primissima fascia può diventare una leva più che un problema. La rivalità interna tra Hamilton e Charles Leclerc, nella sua lettura, è un ingrediente utile per una squadra che vive già di suo sotto pressione permanente.

“In quella pentola a pressione che è la Ferrari, la rivalità tra Hamilton e Leclerc fa bene alla squadra”, ha detto l’ex pilota. “Non è una rivalità che ha quella cattiveria che c’era tra Senna e Prost. Personalmente, li lascerei semplicemente fare. Penso semplicemente che sia una cosa molto salutare per una squadra avere due piloti che si spronano a vicenda. Entrambi stanno cercando di essere il numero uno nella squadra”.

Con il Mondiale ormai indirizzato altrove, il finale di campionato per la Scuderia di Maranello diventa un banco di prova diverso: capire quanto Hamilton riesca ad avvicinare il rendimento del compagno di squadra nelle gare che restano. Lì si vedrà se la rivalità è davvero “salutare” come sostiene Herbert.

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