Foto: Hameltion / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Sinner in semifinale a Wimbledon: 7-5 7-6 6-3 a Struff, ora Djokovic

Sul Centrale di Wimbledon Jannik Sinner non ha cercato lo spettacolo, ha cercato il risultato. Il numero uno del mondo ha piegato Jan-Lennard Struff per 7-5 7-6 6-3, prendendosi la decima semifinale Slam della carriera e la terza sull’erba dei Championships. Un successo costruito senza mai concedere un break, con la solidità al servizio come chiave di volta e la capacità di alzare il livello nei momenti in cui la partita rischiava di scivolare via.

Un match gestito nei punti pesanti

Il tedesco è cliente scomodo sull’erba: colpisce forte, serve pesante, e nel primo set ha tenuto il ritmo fino al 5-5. Lì il tennista altoatesino ha trovato la risposta profonda che ha aperto il break decisivo, chiudendo 7-5. Il secondo parziale è stato il più complicato: break e controbreak immediato, un set point annullato sul 5-4 e poi un tie-break dominato grazie a una serie di prime intelligenti, mai banali. Nel terzo set l’allungo è arrivato all’ottavo game, quando l’equilibrio si è spezzato definitivamente. Zero palle break concesse in tre set: il dato che racconta meglio la partita dell’azzurro.

“Inizio difficile, lui ha giocato molto bene e io ho impiegato un po’ a trovare il ritmo”, ha ammesso il numero uno del mondo. “È stata però una prestazione molto solida da parte mia e sono felice di essere tornato in semifinale. È un risultato importante, che non davo per scontato all’inizio del torneo”. Sul servizio, l’aspetto più curato della serata, il giudizio è netto: “Nei momenti importanti ho servito in modo intelligente. Contro un grande battitore sull’erba hai pochissimo margine e perdere il secondo set avrebbe potuto cambiare tutto”.

Venerdì la sfida con Djokovic

Ad aspettarlo in semifinale c’è Novak Djokovic, che nei quarti ha eliminato Felix Auger-Aliassime al termine di una battaglia da cinque set decisa al tie-break a dieci punti: 7-6 3-6 6-3 6-7 7-6. Il serbo, sette volte campione a Wimbledon, resta il metro con cui misurarsi sull’erba londinese, anche a questo punto della carriera. Il confronto di venerdì vale una fetta di storia del tennis contemporaneo: il dominatore del decennio scorso contro il numero uno che sta ridefinendo la gerarchia del circuito.

Il programma dell’altoatesino prevede una giornata di scarico prima di un allenamento più intenso giovedì. “Vedrò di godermi questo breve riposo”, la promessa a caldo. In caso di successo, arriverebbe la seconda finale consecutiva ai Championships, un traguardo dal peso specifico enorme per il movimento italiano.

L’Italia sogna un primato storico

La giornata di domani può portare il tennis azzurro in una dimensione inedita. Sul Centrale toccherà a Jasmine Paolini, opposta a Marta Kostyuk, e a Flavio Cobolli, atteso dalla wild card britannica Arthur Fery. Se entrambi dovessero raggiungere la semifinale, l’Italia stabilirebbe un primato assoluto: tre azzurri contemporaneamente tra i migliori quattro di uno Slam, mai accaduto prima. Cobolli, in particolare, potrebbe firmare la quarta presenza italiana con due semifinalisti nel tabellone maschile di un Major, dopo Roland Garros 1960, 2025 e 2026. Un traguardo che terrebbe vivo anche il sogno di una prima finale Slam maschile tutta italiana.

La marcia di Sinner, intanto, prosegue con la freddezza delle sue migliori corse Slam. Venerdì, contro Djokovic, si capirà se questa versione dell’altoatesino può reggere anche l’urto del sette volte campione di Wimbledon.

Foto: Hameltion / Wikimedia Commons