Coppa d’Africa, caos totale

A 57 giorni dalla finale della Coppa d’Africa, il verdetto è stato clamorosamente ribaltato: il Marocco è diventato campione, ma la domanda ora è inevitabile e perfetta anche in ottica SEO e Discover — chi sarà davvero il vincitore tra altri 57 giorni (o più)?

La vicenda ha dell’incredibile. Il trofeo è passato da Dakar a Rabat dopo la sorprendente decisione della CAF di accogliere il ricorso presentato dal Marocco in seguito alla contestata finale disputata due mesi fa. Un caso senza precedenti nella storia del calcio internazionale: per la prima volta, infatti, il risultato sportivo di una competizione di tale livello è stato modificato a posteriori.

Il Senegal, però, non ha accettato la decisione. La reazione è stata immediata e durissima, spostando lo scontro dal campo al piano politico. Il governo senegalese, tramite una nota ufficiale, ha richiesto un’indagine internazionale indipendente, sollevando sospetti sulla possibile corruzione all’interno degli organi direttivi della CAF e mettendo in discussione la legittimità della sentenza.

Nel documento diffuso, la decisione viene definita “illegale e ingiusta”, oltre che “un tentativo di espropriazione ingiustificato che calpesta l’etica sportiva”. Parole pesanti, che aumentano la tensione attorno a una delle finali più controverse di sempre.

E quindi, chi vincerà davvero la Coppa d’Africa 2025? Al momento, la risposta resta incerta. Il caso è destinato a spostarsi ora a Losanna, davanti al TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport), l’organo indipendente chiamato a mettere la parola fine alla disputa.

Nei prossimi mesi sarà proprio il TAS a decidere se confermare il titolo al Marocco, restituirlo al Senegal o aprire a uno scenario ancora più clamoroso: la ripetizione della finale. Un’ipotesi estrema, ma che renderebbe questa vicenda unica nella storia del calcio africano — e mondiale.

Una cosa è certa: questa finale infinita non ha ancora trovato il suo vero campione.