Atalanta fuori dalla Champions League: analisi, numeri e cosa non ha funzionato contro il Bayern Monaco

Atalanta fuori dalla Champions League: analisi, numeri e cosa non ha funzionato contro il Bayern Monaco

L’Atalanta saluta la Champions League e, con lei, anche l’Italia dice addio alla massima competizione europea. L’eliminazione contro il Bayern Monaco era pronosticabile sulla carta — i bavaresi restano tra i grandi favoriti per la vittoria finale — ma dalla squadra di Gasperini era lecito aspettarsi qualcosa in più.

Reduce dal trionfo in Europa League di appena due stagioni fa e protagonista di una crescita costante negli ultimi anni, la Dea ha invece offerto una prestazione troppo rinunciataria. La scelta di puntare quasi esclusivamente sulla fase difensiva, senza sviluppare gioco offensivo, non ha dato i risultati sperati.

I numeri raccontano chiaramente l’andamento della gara: il Bayern Monaco ha gestito il match con estrema facilità, mantenendo il controllo del possesso palla e abbassando i ritmi senza mai forzare realmente la giocata. A fine primo tempo, l’Atalanta rientra negli spogliatoi con un dato emblematico: appena il 24% di possesso.

In attacco, Scamacca non riesce a fare da riferimento: l’attaccante classe ’99 fatica nella gestione del pallone e non offre la protezione necessaria per permettere alla squadra di salire. A questo si aggiunge un centrocampo sottotono, incapace di fare da collegamento tra difesa e attacco. Il risultato è una squadra fragile, che cede sotto i colpi di un avversario organizzato e dominante.

Il doppio confronto sembrava già indirizzato, ma la gara di ritorno rappresentava comunque un’occasione per dimostrare orgoglio. Tuttavia, ogni speranza svanisce rapidamente: all’11’ del secondo tempo il risultato è già sul 3-0, chiudendo definitivamente i conti.

Nonostante l’eliminazione, arrivano gli applausi dei tifosi presenti a Monaco di Baviera, a testimonianza di un percorso europeo comunque positivo fino alla sfida con il Bayern. Da segnalare anche il traguardo di capitan De Roon, che raggiunge Bellini per numero di presenze con la maglia nerazzurra e si prepara a diventare il giocatore più presente nella storia dell’Atalanta.