Foto: Bryan Berlin / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Porta chiusa al Barça: Lautaro ha scelto di restare all’Inter

Il quadro è completo. Il tentativo del Barcellona per Lautaro nella scorsa estate di mercato è confermato da tutte le parti coinvolte, con versioni che coincidono. “Lo volevo a tutti i costi”, ha ammesso il presidente blaugrana Joan Laporta, ultimo in ordine di tempo a parlare dopo le ammissioni di Marotta, del direttore sportivo catalano Deco e dello stesso attaccante argentino.

Oltre il sondaggio, però, non si è andati. Nessuna trattativa vera e propria è mai partita: l’Inter ha chiarito subito che il Toro era incedibile, chiudendo ogni discorso sul nascere.

“Ho deciso di rimanere all’Inter. Ho un contratto e sono felice nel club. La gente mi ama e voglio continuare a fare cose importanti qui”, le parole del capitano nerazzurro di un paio di settimane fa. Una presa di posizione che va oltre la singola finestra di mercato: per l’argentino il nerazzurro è ormai una scelta di vita.

Il precedente di sei anni fa: quella volta Lautaro voleva andare

Non è sempre stata questa la musica. Poco più di 6 anni fa il trasferimento di Lautaro al Barcellona sembrava cosa fatta, e in quell’occasione il club nerazzurro aveva sostanzialmente dato il proprio assenso all’operazione. In rosa c’era il primo Lukaku, cioè la sua versione migliore, e la prospettiva era quella di incassare una cifra importante da reinvestire su un altro attaccante.

A spingere per quel passaggio in Catalogna era soprattutto il diretto interessato. L’Inter non aveva ancora cominciato a vincere e il salto in blaugrana significava alzare l’asticella, oltre che raggiungere Messi. Il blocco arrivò dall’esterno: il Covid e le difficoltà economico-finanziarie del Barcellona fermarono tutto. La società catalana non era più in grado di pagare il cartellino, nemmeno inserendo una contropartita tecnica.

Da allora il rapporto si è ribaltato. Oggi è il Barcellona a bussare e l’Inter a non aprire, con il giocatore schierato dalla parte del club.

Foto: Bryan Berlin / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)