Sinner-Zverev, finale Wimbledon 2026: le parole del n.1
Sul Centrale di Wimbledon domenica va in scena la finale che il tennis mondiale aspettava. Jannik Sinner, dopo aver piegato Novak Djokovic in quattro parziali chiusi tutti sul 6-4, ritrova Alexander Zverev con in palio il secondo Slam consecutivo sull’erba londinese. Il tedesco arriva da Parigi con un trofeo pesante in bacheca e una versione del proprio tennis che l’altoatesino conosce bene, ma che oggi definisce diversa. Palla a due alle 17.00.
La lettura tecnica del numero uno
L’altoatesino mette in chiaro un dato: la superficie corre, le previsioni parlano di caldo, e questo cambia i pesi del match. “Ci saranno meno scambi e meno ritmo, la superficie è molto veloce. Farà abbastanza caldo, quindi condizioni favorevoli per un grande servitore. E lui è sicuramente un grande servitore”, ha spiegato in conferenza stampa dopo la semifinale. Traduzione: finestre strette per costruire da fondo, servizio protagonista e gestione dei turni di battuta come chiave dell’incontro.
Zverev dopo il Roland Garros: perché è un avversario diverso
Il primo Slam vinto a Parigi ha spostato un equilibrio che Sinner riconosce. “Lui ci ha provato per tanto tempo e poi, quando finalmente ci riesci, è qualcosa di straordinario e ti dà una grande spinta in termini di fiducia. Lo vediamo anche qui. Sta giocando in modo aggressivo e sta servendo forte. Era già un avversario difficile prima, ora lo è ancora di più proprio per questa fiducia”. Il numero due del ranking ATP, che a Parigi ha scavalcato Carlos Alcaraz nella corsa alla piazza d’onore, arriva alla finale con una consapevolezza nuova: la traiettoria dei break e la profondità della prima di servizio raccontano un giocatore in versione piena.
La semifinale con Djokovic e il livello ritrovato
La partita contro il serbo, 24 volte campione Slam, è stata gestita con lucidità nei momenti chiave. “Sapevo di dover alzare il livello, oggi l’ho fatto. Negli ultimi due giorni ho lavorato molto duramente per trovare un buon ritmo”, ha raccontato Sinner. Poi il passaggio più sincero, sul filo che ha diviso finale e uscita di scena: “Le cose avrebbero potuto prendere una piega molto complicata se mi avesse strappato il servizio nel terzo set, perché il tennis è così. Ma sono contento di aver gestito le situazioni nel miglior modo possibile”. Djokovic, a fine partita, ha ammesso di aver trovato un Sinner uno o due livelli sopra la propria versione di giornata.
Il bilancio di stagione e la finale che vale il bis
Il numero uno del mondo allarga lo sguardo sull’annata: tanti tornei vinti, poche sconfitte e un lavoro tecnico ripreso proprio dopo l’inciampo di Parigi. “Abbiamo avuto dei problemi al Roland Garros e stiamo cercando di uscire da quel momento. Abbiamo provato delle cose nuove e mi sembra che stiano funzionando”. Un riferimento non secondario alla finale che verrà, dove servirà tenere il servizio ai livelli visti contro Djokovic e trovare risposte profonde su una superficie che perdona poco. Domenica 12 luglio, ore 17.00: in palio il titolo di Wimbledon e altri punti pesanti nella corsa in vetta al ranking ATP.