Cobolli vola in semifinale al Roland Garros: Zverev e Mensik nell’altra metà
Una semifinale Slam mancava ancora nella carriera di Flavio Cobolli. A 24 anni il romano sfonda il muro dei quarti al Roland Garros battendo Felix Auger-Aliassime e si guadagna il diritto di giocarsi un posto in finale a Parigi. Per l’Italia è la seconda volta consecutiva con un giocatore nell’ultimo atto dello Slam parigino: un segnale del momento del movimento azzurro nel circuito maggiore.
La partita con Auger-Aliassime: tetto chiuso e nervi saldi
Il match contro il canadese ha vissuto due vite distinte. Nella prima parte le condizioni del campo erano al limite del praticabile, con vento e umidità a complicare ogni scambio. La copertura del Philippe-Chatrier ha cambiato l’inerzia del confronto e ha favorito un tennis più pulito da parte di entrambi, ma è stato Cobolli a saperla leggere meglio dal secondo set in avanti.
Il romano non ha disputato un match tatticamente perfetto. Lo scambio diritto contro diritto, sulla diagonale stretta, ha messo più volte in difficoltà l’azzurro, mentre il rovescio di Auger-Aliassime in risposta ha tenuto banco a lungo. La differenza l’hanno fatta i punti pesanti: nei momenti decisivi Cobolli ha alzato di colpo il livello del servizio e dell’aggressività da fondo, gestendo i passaggi chiave con una freddezza che a inizio stagione non gli si riconosceva.
Il profilo del giocatore: alti e bassi, ma testa da Slam
Cobolli resta un giocatore con un’energia non costante lungo l’intera durata del match. Cali fisici e mentali capitano, soprattutto sulla terra dove gli scambi si allungano. Quando però il punto pesa, l’atteggiamento cambia: si sposta vicino alla riga di fondo, accorcia i tempi, prova a colpire d’anticipo. È in quella fase che il suo tennis diventa un problema serio per chiunque, anche per chi è più alto in classifica.
La gestione mentale, in particolare nei tie-break e nei game di servizio sotto pressione, è il dato più incoraggiante in vista della semifinale. La crescita rispetto alle prime apparizioni Slam è netta, e il salto dai quarti alla finale non sembra più fuori portata.
Dall’altra parte del tabellone: Zverev e Mensik
Nell’altra semifinale si affronteranno Alexander Zverev e Jakub Mensik. Il tedesco arriva a Parigi con il marchio di fabbrica che lo rende temibile sulla distanza: un rendimento medio costante per quattro ore filate, senza i crolli prolungati che si vedono in altri big. Le flessioni esistono, ma il livello base resta altissimo set dopo set, ed è il vero vantaggio rispetto agli altri tre semifinalisti rimasti in corsa.
Mensik è il volto nuovo del lotto. Dopo il titolo conquistato a Miami, il ceco era rimasto in una fase di ricerca, ma la qualità del braccio, soprattutto con il rovescio piazzato dove vuole, e la freddezza nei tie-break lo rendono attrezzato per provarci. Batterlo non è semplice perché lascia poche soluzioni dall’altra parte della rete, e per Zverev l’incrocio non sarà la passeggiata che il ranking lascerebbe immaginare.
Cosa aspettarsi dalla semifinale di Cobolli
Il romano sa di dover alzare il livello nella costruzione del punto. Lavorare di più sulla diagonale del rovescio avversario, evitare lo scambio centrale prolungato e continuare a giocare vicino al campo sono i tre indicatori da osservare. Se la testa regge come contro Auger-Aliassime, l’Italia ha la concreta possibilità di portare un giocatore in finale al Roland Garros per il secondo anno consecutivo. Appuntamento al Philippe-Chatrier per il prossimo turno.
Foto: OASport