Juve-Lecce 1-1: muro giallorosso all’Allianz Stadium, un pari che sa di sconfitta
Juve-Lecce 1-1: muro giallorosso all’Allianz Stadium, un pari che sa di sconfitta
All’Allianz Stadium la Juventus non va oltre l’1-1 contro il Lecce e porta a casa un solo punto che lascia più rimpianti che soddisfazioni. I bianconeri dominano il gioco per larghi tratti del match, ma sbattono contro il muro giallorosso e pagano a caro prezzo gli errori sotto porta.
Luciano Spalletti ridisegna la Juventus passando dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1, mantenendo gli stessi interpreti ma cambiandone le posizioni. Una scelta che dà subito segnali positivi sul piano del gioco: fin dal primo tempo è la Juve a fare la partita, gestendo possesso e ritmo.
McKennie agisce da trequartista, con Yildiz e Conceição alle sue spalle a completare il tridente offensivo dietro l’unica punta David. Il turco e il portoghese partono larghi per poi accentrarsi, creando superiorità numerica soprattutto sulla corsia di sinistra, dove Kenan Yildiz trova spesso il supporto di Cambiaso. Proprio da quel lato la Juve sfonda con continuità.
Il Lecce resta schiacciato nella propria trequarti: Bremer e Kelly controllano senza affanni Camarda, mai realmente in grado di far salire la squadra. Eppure, come spesso accade nel calcio, dal dominio allo svantaggio il passo è brevissimo. Nel finale di primo tempo arriva l’episodio che cambia il match: errore di Cambiaso e bianconeri costretti a inseguire.
Nella ripresa il copione non cambia. Il Lecce si chiude ancora di più, ma la mano di Spalletti si vede chiaramente: giro palla rapido, preciso ed efficace, che porta al gol del pareggio. La Juventus continua a comandare il gioco anche nei secondi 45 minuti.
Conceição lascia il campo a Zhegrova, che però incide meno del solito. I salentini resistono fino alla fine e riescono a strappare un punto prezioso, anche grazie ai tanti, troppi errori della Juve negli ultimi 16 metri. Al netto di un rigore pesantissimo, David non lascia il segno, così come Openda, protagonista di uno spreco clamoroso.
La sensazione finale è chiara: questa Juventus è sempre più “spallettiana” nel gioco e nell’identità, ma sembra mancare ancora qualcosa davanti. Un attaccante capace di trasformare il dominio in vittorie. E senza quello, anche le migliori prestazioni rischiano di tradursi in pareggi che sanno di sconfitta.